Vedere Cristo β„Žπ‘’π‘Ÿπ‘–, β„Žπ‘œπ‘‘π‘–π‘’ 𝑒𝑑 π‘ π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿ

dalla Meditazione alla comunitΓ  monastica β€œSan Serafino di Sarov” – Piccola Famiglia dell’Annunziata in Bologna. 2 marzo 2026) https://www.operadiocesanaemmamuratori.it/chi-siamo-comunita-monastica/

Immagine che rappresenta Cristo seduto su una pietra con un'anfora, circondato da figure storiche, tra cui Giuseppe e Lorenzo, con musica sacra in basso.

La terza domenica di Quaresima si apre con uno degli introiti piΓΉ suggestivi dell’intero repertorio gregoriano:
π‘Άπ’„π’–π’π’Š π’Žπ’†π’Š π’”π’†π’Žπ’‘π’†π’“ 𝒂𝒅 π‘«π’π’Žπ’Šπ’π’–π’Ž,
π’’π’–π’π’π’Šπ’‚π’Ž π’Šπ’‘π’”π’† 𝒆𝒗𝒆𝒍𝒍𝒆𝒕 𝒅𝒆 𝒍𝒂𝒒𝒖𝒆𝒐 𝒑𝒆𝒅𝒆𝒔 π’Žπ’†π’π’”
(Sal 24,15)
β€œI miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perchΓ© egli libera dal laccio il mio piede”.


Un dettaglio puΓ² passare facilmente inosservato: quell’avverbio ,
π‘ π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿ. Eppure proprio lΓ¬ si nasconde una chiave teologica sorprendente.
La liturgia non invita semplicemente a guardare Dio: invita a guardarlo sempre.
Questo 𝑂𝑐𝑒𝑙𝑖 π‘šπ‘’π‘– π‘ π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿ π‘Žπ‘‘ π·π‘œπ‘šπ‘–π‘›π‘’π‘š,
π‘ π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿ risuona quasi come un’eco di una delle piΓΉ celebri formule cristologiche della Scrittura:
𝑰𝒆𝒔𝒖𝒔 π‘ͺπ’‰π’“π’Šπ’”π’•π’–π’” π’‰π’†π’“π’Š 𝒆𝒕 π’‰π’π’…π’Šπ’†, π’Šπ’‘π’”π’† 𝒆𝒕 π’Šπ’ 𝒔𝒂𝒆𝒄𝒖𝒍𝒂
(Eb 13,8)
Cristo Γ¨ lo stesso ieri, oggi e sempre.
La liturgia educa lo sguardo del credente proprio a questa percezione del tempo.

Vedere Cristo π’‰π’†π’“π’Š
La tradizione liturgica medievale interpretava la terza domenica di Quaresima alla luce di una grande figura biblica: Giuseppe in Egitto (Gn 37-50).
Venduto dai fratelli, umiliato e poi liberato, Giuseppe diventa nella lettura patristica e medievale una figura tipologica della passione di Cristo. La sua storia veniva meditata nell’ufficio notturno proprio in questi giorni di Quaresima.
L’esperienza della liberazione confessata dal salmo β€” Β«egli libera dal laccio il mio piedeΒ» β€” trova cosΓ¬ una sorprendente risonanza nella vicenda di Giuseppe: Β«Gli strinsero i piedi con ceppi, il ferro gli serrΓ² la golaΒ» (Salmo 104).
Guardare Cristo β„Žπ‘’π‘Ÿπ‘– significa allora riconoscerlo nella trama delle Scritture.
Come ricorda Agostino:
π‘΅π’π’—π’–π’Ž π‘»π’†π’”π’•π’‚π’Žπ’†π’π’•π’–π’Ž π’Šπ’ 𝑽𝒆𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒂𝒕𝒆𝒕,
𝑽𝒆𝒕𝒖𝒔 π’Šπ’ 𝑡𝒐𝒗𝒐 𝒑𝒂𝒕𝒆𝒕.
Il Nuovo Testamento Γ¨ nascosto nell’Antico e l’Antico si manifesta nel Nuovo.

Vedere Cristo π’‰π’π’…π’Šπ’†
Ma il π‘ π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿ dell’introito non riguarda soltanto la memoria delle Scritture.
La liturgia Γ¨ il luogo in cui Cristo si rende presente oggi.
L’azione liturgica non Γ¨ semplicemente il ricordo di un evento passato: Γ¨ la celebrazione di un evento che supera il tempo, l’evento pasquale. La tradizione teologica parla qui di anamnesi, una memoria che rende presente ciΓ² che ricorda.
In questa prospettiva acquista un significato particolare anche il Vangelo della Samaritana. Giovanni ci presenta Cristo seduto al pozzo di Giacobbe, stanco del viaggio:
𝑰𝒆𝒔𝒖𝒔 π’†π’“π’ˆπ’ π’‡π’‚π’•π’Šπ’ˆπ’‚π’•π’–π’” 𝒆𝒙 π’Šπ’•π’Šπ’π’†π’“π’† 𝒔𝒆𝒅𝒆𝒃𝒂𝒕 π’”π’Šπ’„ 𝒔𝒖𝒑𝒆𝒓 π’‡π’π’π’•π’†π’Ž (Gv 4,6). “GesΓΉ dunque, stanco per il viaggio, sedeva cosΓ¬ presso il pozzo”
La tradizione ha spesso meditato questa immagine del πΆβ„Žπ‘Ÿπ‘–π‘ π‘‘π‘’π‘  π‘“π‘Žπ‘‘π‘–π‘”π‘Žπ‘‘π‘’π‘ .
Il Figlio di Dio appare qui nella sua piena solidarietΓ  con l’uomo: siede accanto al pozzo come uno che ha sete.
È un’immagine profondamente rivelatrice: colui che dona l’acqua viva Γ¨ anche colui che condivide la sete dell’uomo.
Cristo si avvicina alla sete più profonda del cuore umano — sete di vita, di senso, di salvezza — e proprio lì la trasforma.
Il π‘ π‘’π‘šπ‘π‘’π‘Ÿ del salmo diventa cosΓ¬ lo sguardo che riconosce Cristo nell’oggi della liturgia.

Vedere Cristo semper
Ma la liturgia apre anche lo sguardo verso il futuro.
La terza domenica di Quaresima si celebrava a Roma con la statio presso la basilica di San Lorenzo al Verano. La memoria del martire introduce una dimensione escatologica nella celebrazione.
San Lorenzo diventa l’immagine del cristiano che, attraverso la confessione della fede, diventa alter Christus.
Nella vita dei martiri la Chiesa contempla ciΓ² che ogni credente Γ¨ chiamato a diventare: una trasparenza della vita stessa di Cristo.
CosΓ¬ il semper dell’introito apre lo sguardo verso il compimento finale, quando Cristo sarΓ  tutto in tutti.

(ulteriore approfondimento sulla III domenica di Quaresima: https://pesallegoricus.com/en/2022/03/13/tibi-dixit-lopra-del-terzo-giorno-nella-terza-feria/ )

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