Il poco che diventa vela

La barchetta di San Pietro e i due introiti dei santi Pietro e Paolo

Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, in molte case si prepara ancora la barchetta di San Pietro: un recipiente d’acqua, un poco d’albume, il buio. Al mattino, nell’acqua, una forma fragile: un albero, una vela. È un gesto semplice e popolare, un tempo letto come auspicio per la stagione; accostato ai due introiti gregoriani della solennità1, diventa una piccola parabola cristiana.

Il primo è quello della Vigilia: Dicit Dominus Petro. Sono le parole del Risorto in Giovanni:

«Quando eri più giovane ti cingevi da solo e andavi dove volevi; quando sarai vecchio, tenderai le mani, e un altro ti cingerà e ti porterà dove tu non vuoi».

Gv 21,18

La festa di Pietro non si apre con il dominio, ma con la consegna: non il timoniere che possiede la rotta, ma l’uomo che impara a lasciarsi condurre. Come la barca, che non vive comandando il vento ma lasciandosene attraversare: la vela non produce il soffio, lo accoglie e gli dà forma. Non per nulla — lo ha mostrato Hugo Rahner in Simboli della Chiesa2 — quella barca dice da sempre qualcosa di forte sulla Chiesa: il suo legno rimanda alla croce, la sua rotta è custodita da Cristo.

Il secondo è quello del giorno: Nunc scio vere. Viene dagli Atti, dopo la notte del carcere:

«Ora so davvero che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode».

At 12,11

Le catene cadono, la porta si apre, e Pietro comprende solo una volta fuori. Non è il sapere di chi controlla gli eventi, ma lo stupore di chi si scopre liberato e lo riconosce dopo. Come la barchetta lasciata nell’acqua la sera: nel buio qualcosa accade senza che si veda, e al mattino la forma è lì.

Due introiti, due tempi di un solo cammino: prima lasciarsi portare, poi scoprirsi liberati; prima la vela esposta al soffio, poi la barca che all’alba mostra il suo profilo.

Anche noi siamo poco più di quell’albume nell’acqua: fragili, informi. Ma la fede non disprezza il poco: lo espone alla notte e lo lascia attraversare dal soffio di Dio. E ciò che era quasi nulla può diventare vela, non perché siamo forti o conosciamo la rotta, ma perché il Signore fa con noi ciò che fece con Pietro: conduce, libera, conferma.

Al mattino, una domanda: sto cercando di dominare il vento, o sto imparando a lasciarmi portare?


1. I due introiti si trovano nel Graduale Romanum vigente (Graduale Triplex, Solesmes 1979): Dicit Dominus Petro, introito della Messa della Vigilia (p. 573; Cantus Index, ID g00255), e Nunc scio vere, introito della Messa del giorno (p. 575; Cantus Index, ID g00257).

2. H. Rahner, Simboli della Chiesa. L’ecclesiologia dei Padri, trad. it. di L. Pusci e A. Pompei, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1ª ed. 1971 (rist. 1994); ed. orig. Symbole der Kirche. Die Ekklesiologie der Väter, Otto Müller Verlag, Salzburg 1964, in part. la sezione «Antenna crucis».

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