
3 Ave Maria!
Una pratica di pietà che ha secoli, semplice come i tanti cristiani che l’hanno praticata e significativa al punto da essere proposta a tutti i fedeli addirittura dai dotti Pontefici.
Quante volte, terminata una celebrazione, si intona un canto alla Vergine Maria. Un modo tenero e filiale con cui omaggiare la Madre di Dio e madre nostra.
Ma questa prassi non è così antica e neppure sempre corretta: non esiste nella liturgia un canto finale della messa poiché la celebrazione termina col saluto di chi presiede e la risposta corale: Ite missa est! Deo gratias! Si tratta di un imperativo che invita a sciogliere l’assemblea.

E la Salve Regina che tutte le nonne cantano in latino?
Ha una storia diversa che passa per l’ufficio breve alla Beata Vergine ossia dalla liturgia delle ore e non dalla celebrazione eucaristica.
“Da mihi dona tria, Sanctissima virgo Maria:
Da spacium vitae; Da diuicias sine lite;
Regnum celeste post mortem da manifeste”.
(Concedimi 3 doni, o santissima vergine Maria: concedimi una lunga vita; concedimi ricchezze senza contese; concedimi manifestamente il regno celeste dopo la morte).
Così chiudeva il suo lavoro un copista nel XII secolo assemblando in unico tomo opere di liturgia, teologia e mariologia.
Questi versi in rima ci possono aiutare a dare una possibile, ma non unica, risposta alla domanda: “Cosa chiedere nella preghiera?”
3 è un numero sufficiente e completo, anzi perfetto. Quanto scrisse quel monaco anonimo riflette una pia pratica probabilmente diffusa all’epoca.

Ce lo testimonia, un po’ meno di un secolo dopo, santa Matilde di Hackeborn, monaca benedettina morta nel 1298. “Per la sua voce e l’atteggiamento interiore che metteva nel partecipare al canto dei salmi, si meritò il titolo di “usignolo di Dio”. Pregava con tutta se stessa, tanto che le capitava di ritrovarsi rapita in estasi, lasciando incantate le sorelle del monastero e quanti partecipavano alla preghiera” (Benedetto XVI).
A lei sei deve anche la devozione alle 3 Ave Maria.
L’uomo contemporaneo spesso è allergico alle devozioni, bollate di poca razionalità. La storia della nostra religiosità , però, ci testimonia come la semplicità, a volte, è il linguaggio dei poveri che cerca aiuto e protezione in Dio attraverso l’intercessione di Maria Santissima e dei santi. Questo “mistico dialogare” si tesse attraverso preghiere, giaculatorie e piccoli segni.
Apparendo a santa Matilde, la Vergine invita alla recita di tre Ave Maria e non si scosta molto da quanto quell’anonimo copista aveva chiosato al termine della sua fatica. Chiedere tre cose si riassume nel desiderio cristiano di poter morire in grazia di Dio per dare un senso alle sofferenze e tribolazioni del presente e in vista della beatitudine futura. Eccone il senso e motivata la popolarità passata.
La pratica delle 3 Ave Maria, custodita proprio dalla sua semplicità e possibilità di essere realizzata ovunque e in qualunque momento, arrivó nel XIX secolo dove venne consacrata dal magistero pontificio.

Il Papa Leone XIII prescrisse la recita di 3 Ave Maria e una Salve Regina al termine della Messa alle quali aggiunse altra eucologia e preghiere conosciute come le “preci leonine”.
Successivamente aggiunse anche la preghiera a San Michele Arcangelo.

℣. Preghiamo.
℣. Dio, nostro rifugio e nostra forza, guarda propizio al popolo che Ti invoca: e, per l’intercessione della gloriosa e immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, di san Giuseppe, suo Sposo, dei tuoi santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, esaudisci, misericordioso e benigno, le preghiere che ti presentiamo per la conversione dei peccatori, per la libertà e l’esaltazione della Santa Madre Chiesa. Per lo stesso Cristo Signore nostro.
℟. Amen.
Proprio questa prassi, ai piedi dell’altare finita la messa, è diventata l’abitudine odierna di fare un canto alla Madonna prima che il sacerdote torni in sacristia.
Le 3 Ave Maria, concludendo, sono ancora una devozione che possiamo fare nostra e proporre a chi ci chiede suggerimenti su come pregare. Se le 50 Ave Maria del Rosario ci risultano molte e non riusciamo a praticarle tra le tante occupazioni della vita odierna, ci rassereni che nella storia della pietà popolare la Santissima Vergine, in rivelazioni ad alcuni mistici, si “accontentò” anche di 3 Ave Maria per ottenerci la grazia, presso il Padre, della vita eterna.
