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In limine

Meditazione per voce e organo

Brani e improvvisazioni organistiche
a partire dalla voce gregoriana
sul mistero della soglia.

con don Claudio Campesato
e M° Matteo Varagnolo

Meditando su alcuni temi di spiritualità biblico-liturgica che la Chiesa canta da oltre un millennio, ci si soffermerà musicalmente sul mistero della soglia, con un linguaggio che nasce dalla Parola e insieme oltrepassa il limite della pura definizione verbale.


Buonasera.
In limine: sulla soglia.

C’è una soglia che si attraversa entrando in una chiesa. Ma ce n’è un’altra, più sottile, che si attraversa ascoltando. La musica abita questa seconda soglia.
Non spiega il mistero, non lo possiede, non lo rinchiude dentro un concetto. Eppure lo
lascia passare. Là dove la parola non basta più, il suono non prende il suo posto per
cancellarla: la accompagna fino al suo limite.

Forse è proprio questo il compito più alto della musica sacra: non dire di più della
parola, ma condurla là dove essa diventa desiderio, invocazione, respiro.
[Questa sera] ascolteremo Frescobaldi. Ma non come un monumento del passato. Lo
ascolteremo come un uomo che ha saputo abitare una soglia: quella tra rito e arte, tra
voce e organo, tra parola cantata e canto senza sillabe.


Nei Fiori musicali, e in
particolare nella Messa della Madonna, l’organo non è un ornamento aggiunto alla
liturgia. Non è un lusso sonoro. Non è spettacolo. È una voce ecclesiale. Una voce che
prega quando non pronuncia parole. Una voce che non interrompe la parola: la porta
al suo limite.
È questo il senso profondo dell’alternatim: da una parte la parola in canto, dall’altra
l’organo; da una parte il verbum in cantu, la parola custodita nel canto; dall’altra un
cantus che non ha più bisogno di sillabe, perché diventa pura elevazione, pura supplica,
puro movimento del cuore. L’organo, allora, non tace perché non ha parole. Tace le
parole perché possa parlare in un altro modo.

E qui nasce il primo passaggio di questa
serata: dalla parola al canto, dal canto al suono, dal suono alla preghiera.
Ma una soglia non si attraversa solo con la memoria. Si attraversa anche con il rischio.
Per questo, accanto a Frescobaldi, ci sarà l’improvvisazione. E l’improvvisazione è
sempre un atto esposto. Non tutto è già scritto. Non tutto è garantito. Qualcosa deve
nascere nell’istante. E tuttavia l’improvvisazione vera non è arbitrio, non è capriccio,
non è semplice libertà dell’artista. È obbedienza creativa. È ascolto di una forma
ricevuta che chiede di essere generata di nuovo.

Qui lo Spirito diventa chiave. Il Veni Creator Spiritus non è soltanto un tema
musicale. È invocazione. Chiede che il suono non nasca solo dalla mano, ma da un
soffio. Lo Spirito non sostituisce la tecnica: la attraversa. Non cancella la forma: la
rende ardente. Senza di lui, anche la bellezza può chiudersi nella propria perfezione.
Con lui, la bellezza diventa passaggio: non qualcosa da ammirare soltanto, ma qualcosa
che apre.


E accanto allo Spirito, Maria. Non come secondo tema. Come figura della soglia. Maria
non è soltanto un tema del programma: è la figura stessa della soglia. In lei il cielo è
sceso sulla terra come Parola. Il Verbo eterno, che nessuna voce poteva contenere, in lei
si è fatto carne, respiro, presenza, ascolto. Maria è porta del cielo non perché ci
allontana dalla terra, ma perché mostra che la terra può diventare luogo della venuta di
Dio.


Per questo una Messa della Madonna e un’Ave Maris Stella non sono semplici omaggi
mariani. Sono due modi di sostare davanti a lei come donna del limite abitato: tra cielo
e terra, tra silenzio e parola, tra ascolto e generazione, tra il mistero che discende e la
creatura che lo accoglie. In Maria l’ineffabile non resta lontano. Prende forma. Si lascia
ascoltare.

E la musica, quando è vera, partecipa umilmente di questo stesso movimento: non possiede l’ineffabile, ma gli prepara una soglia.


C’è infine un coraggio. Il maestro usa un’espressione forte: spingere l’organo al limite
delle sue possibilità. Non è solo una questione tecnica. È una dichiarazione spirituale.
Ogni arte viva conosce questo rischio: arrivare là dove il linguaggio sembra non bastare
più. Spingere uno strumento al limite non significa violarlo. Significa ascoltare fino a
dove può condurre. Significa accettare che la novità possa disarmare, forse perfino
inquietare, perché ciò che nasce davvero non è mai del tutto addomesticato.
Ma non è irriverente l’arte che osa con timore e tremore. È irriverente l’abitudine che
non attende più nulla dal mistero.


Questa sera, allora, non entriamo semplicemente in un concerto. Entriamo in una
soglia: tra parola e suono, tra rito e arte, tra forma ricevuta e invenzione viva, tra Maria,
porta del cielo, e lo Spirito che apre il passaggio. Là dove la parola diventa canto, il
canto diventa preghiera, e la preghiera osa affacciarsi sul mistero.


Buon ascolto.

Programma

Girolamo Frescobaldi (1583–1643)
Messa della Madonna
dai Fiori musicali, Venezia, 1635

  1. Tocata avanti la Messa della Madonna
  2. Kyrie della Madonna
  3. Kyrie
  4. Christe
  5. Christe
  6. Kyrie
  7. Kyrie
  8. Canzon dopo la Pistola
  9. Recercar dopo il Credo
  10. Tocata avanti il Recercar
  11. Recercar con obligo di cantare la quinta parte senza tocarla
  12. Tocata per le levatione

Girolamo Frescobaldi
Capriccio sopra la Bassa Fiamenga
da Il libro dei capricci, Roma, 1624

Matteo Varagnolo (n. 2002)
Versetti improvvisati in stile moderno super Veni Creator Spiritus

  1. Suono del vento
  2. Invenzione à due
  3. Canone
  4. Fughetta
  5. Danza
  6. Toccata-Corale

Matteo Varagnolo (n. 2002)
Versetti improvvisati in stile barocco super Ave Maris Stella

  1. Ricercare I
  2. Canzona
  3. Ricercare II
  4. Giga
  5. Gagliarda
  6. Toccata

Matteo Varagnolo

Matteo Varagnolo, nato nel 2002 a Piove di Sacco (Padova), ha iniziato lo studio dell’organo all’età di tredici anni presso il Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria con F. Iannella. Nel 2022 ha conseguito con lode il diploma di laurea triennale in organo presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova con P. Turetta.

Attualmente frequenta il Master in Organo a indirizzo concertistico presso l’Università per la musica e le arti interpretative di Vienna — mdw, nella classe di P. D. Peretti, dopo aver studiato con A. Scholl e J. Zeinler.

Ha inoltre approfondito lo studio del pianoforte con E. Eckerstorfer, del clavicembalo con R. Loreggian ed E. Traxler e dell’improvvisazione con R. Hauser e J. Joseph.

Ha vinto, tra gli altri, il primo premio ex aequo al 1° Concorso Organistico Internazionale “Fondazione Friuli”, presieduto da O. Latry, e il primo premio al 2° Concorso Organistico Internazionale “Fiorella Benetti-Brazzale”. Nel 2025 è stato finalista al prestigioso Concorso Organistico Internazionale “Gottfried Silbermann” di Freiberg.

Ha seguito masterclass con maestri di fama internazionale, tra cui L. Lohmann, B. Van Oosten, V. Dubois, J. Guillou, W. Zerer e P. Van Dijk.

Svolge regolare attività concertistica in Italia, Austria, Germania e Svizzera, esibendosi su importanti strumenti storici, tra cui l’organo Hildebrandt di Naumburg e l’organo Walcker della Votivkirche di Vienna, nonché in chiese di rilievo come la Basilica del Santo a Padova e la Cattedrale di Messina.

È organista presso la Minoritenkirche, Chiesa Nazionale Italiana di Vienna.

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